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Aiuto compiti e ripetizioni con un tutor: metodo prima dei voti

Cerchi un aiuto compiti per tuo figlio? Prima una precisazione, perché qui la trasparenza viene prima del marketing: le lezioni di aiuto compiti e ripetizioni non le tengo io in prima persona. Le segue un tutor che collabora con me, Nath Bonnì. Io insegno tecnologia alle medie e preparo ai test d’ingresso universitari. Il tutor si occupa dei pomeriggi fatti di quaderni, diari e problemi con le mele. Su una cosa però la pensiamo allo stesso modo: senza metodo, anche il ragazzo più sveglio sembra svogliato.

Irriverender Prof Bonnì

 

Aiuto compiti: chi segue davvero tuo figlio

Mi occupo di formazione dal 2006 e all’università ho studiato Metodologie e Tecniche Didattiche, nel percorso dei 24 CFU per l’insegnamento. In tutti questi anni ho imparato che i ragazzi non studiano poco perché “non hanno voglia”. Studiano poco perché nessuno gli ha mostrato un modo di farlo che funzioni e che non sia una tortura.

Da qui nasce la collaborazione con il tutor che segue l’aiuto compiti. Il primo incontro serve a capire dove si inceppa lo studente: lettura, organizzazione, una materia specifica o semplicemente l’ansia da pagina bianca. Poi si lavora su quello, non su un programma uguale per tutti.

Tutor aiuto compiti, non “faccio io al posto tuo”

Un tutor per i compiti non è un risolutore a ore. Se l’esercizio lo fa lui, il quaderno sarà perfetto e la verifica di venerdì un disastro. L’obiettivo è che lo studente, a poco a poco, abbia sempre meno bisogno di aiuto. Sembra un pessimo modello di business, ma è l’unico che ha senso.

Ripetizioni e aiuto compiti: qual è la differenza

Spesso le due cose vengono usate come sinonimi, ma non lo sono:

  • Aiuto compiti: si parte da quello che la scuola ha assegnato e lo si svolge insieme, con un occhio a come organizzare il pomeriggio.
  • Ripetizioni: si torna su argomenti non capiti o lasciati indietro, per recuperare una lacuna o prepararsi a una verifica.

In pratica i due interventi si mescolano quasi sempre. Mentre si fanno i compiti salta fuori la lacuna, e la si sistema lì, prima che diventi una voragine.

Aiuto compiti elementari: quando serve e come funziona

Alle elementari il problema raramente è la difficoltà degli argomenti. Il problema è l’autonomia. Ci sono bambini che impiegano tre ore per una scheda da venti minuti, compiti che finiscono puntualmente in lacrime (spesso anche dei genitori), o un rifiuto generale verso tutto ciò che sa di scuola.

Un aiuto compiti alle elementari funziona quando le sessioni sono brevi e regolari, con obiettivi piccoli e visibili. Il bambino deve uscire da ogni incontro con la sensazione di avercela fatta da solo, non di essere stato trascinato fino in fondo.

Ripetizioni per bambini delle elementari

Le ripetizioni alle elementari servono soprattutto a consolidare le basi: lettura scorrevole, comprensione del testo, tabelline, ragionamento sui problemi. Se queste fondamenta traballano, alle medie ogni materia ne risente.

Aiuto compiti medie: il salto che spiazza tutti

Insegno alle medie e lo vedo ogni settembre: il passaggio dalla primaria è un piccolo trauma. I docenti diventano tanti, le materie si moltiplicano, le verifiche arrivano a ritmo serrato e nessuno ti ricorda più di aprire il diario.

Qui l’aiuto compiti alle medie lavora soprattutto sull’organizzazione: pianificare la settimana, distribuire lo studio, capire cosa ripassare prima di una verifica. Il voto in matematica spesso migliora più grazie a un’agenda usata bene che a cento esercizi in più.

Materie trattate: aiuto compiti italiano, matematica e non solo

Il supporto copre le materie del primo ciclo:

  • Italiano, storia e geografia
  • Matematica e scienze
  • Inglese e francese
  • Tecnologia, arte e immagine, musica

Aiuto compiti italiano e matematica

Sono le due materie che generano più richieste, per motivi opposti. In italiano il nodo è quasi sempre la comprensione del testo, che poi si ripercuote su tutto il resto (anche sui problemi di matematica). In matematica il nodo è il ragionamento: molti ragazzi memorizzano il procedimento senza capire perché funziona, e al primo esercizio diverso dal solito si bloccano.

Aiuto studio: cosa funziona davvero secondo la ricerca

Qui non serve tirare a indovinare. Nel 2013 John Dunlosky e altri psicologi cognitivi hanno pubblicato una revisione di dieci tecniche di studio molto diffuse. Due hanno ottenuto il giudizio di utilità più alto:

  • Il self-testing, cioè interrogarsi da soli: flashcard, domande a fine capitolo, ripetere a voce senza guardare il libro.
  • Lo studio distribuito: spalmare il ripasso su più giorni invece di concentrarlo tutto la sera prima.

Tra le tecniche giudicate poco utili, invece, ci sono proprio le preferite dagli studenti: rileggere più volte e sottolineare. L’evidenziatore fluorescente dà una grande soddisfazione estetica ma, purtroppo, poca memoria. Il metodo che il tutor propone parte da qui: meno rilettura passiva, più domande e più ripasso a intervalli.

Aiuto per i compiti a casa: cosa possono fare i genitori

Anche senza tutor, a casa si può fare molto:

  • fissare un orario stabile per i compiti, quando il ragazzo è ancora lucido;
  • preparare un piano di lavoro sgombro, con il telefono in un’altra stanza;
  • controllare il diario insieme, soprattutto alle medie;
  • chiedere “spiegamelo” invece di “hai finito?”;
  • resistere alla tentazione di fare l’esercizio al posto suo.

Quando i compiti diventano una battaglia quotidiana che logora i rapporti in famiglia, è il momento di delegare a qualcuno esterno. Un tutor non ha il bagaglio emotivo di un genitore, e spesso viene ascoltato di più proprio per questo.

Aiuto compiti online gratis: risorse utili

Per esercitarsi gratuitamente, una delle risorse più solide è Khan Academy: è una piattaforma senza scopo di lucro, ha una versione in italiano e offre esercizi e videolezioni di matematica che coprono anche primaria e secondaria di primo grado. È ottima per allenarsi in autonomia. Non sostituisce però qualcuno che capisca perché tuo figlio sbaglia sempre lo stesso tipo di esercizio.

Come scegliere un aiuto scolastico (e perché scriverci)

Prima di scegliere un aiuto scolastico, fatti queste domande:

  • Serve un supporto sui compiti quotidiani o il recupero di una materia precisa?
  • Il tutor lavora sul metodo o si limita a far finire i compiti?
  • Ti viene restituito un riscontro sui progressi, o tutto resta un mistero tra tutor e quaderno?

Se cerchi un tutor per l’aiuto compiti alle elementari o alle medie, scrivimi: ti metto in contatto con il tutor che collabora con me e insieme valutiamo di cosa ha bisogno tuo figlio. Io continuo invece a seguire direttamente la preparazione ai test d’ingresso universitari: Architettura, design, Luiss, TOLC-I per Ingegneria, Psicologia e in generale tutti i test che richiedono matematica, logica, cultura generale e comprensione del testo. Perché, a quanto pare, i compiti non finiscono mai: cambiano solo di nome.