Cerchi ripetizioni per dislessici o un tutor per l’aiuto compiti DSA e non sai da dove partire? Una premessa onesta: Irriverender non fa ripetizioni in prima persona. Qui trovi le informazioni per capire che tipo di aiuto serve, e se vuoi ti metto in contatto con un tutor preparato sui disturbi specifici dell’apprendimento.
Insegno tecnologia alle medie. Di consegne lette tre volte senza capirle e di zaini che sembrano traslochi ne ho visti parecchi. Il problema, quasi sempre, non è la voglia: è il metodo.

Dislessia e DSA: cosa sono davvero
Prima di cercare un tutor conviene sapere di cosa si parla. In Italia il riferimento è la Legge 170/2010, che riconosce dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia come disturbi specifici di apprendimento, che si manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate e in assenza di patologie neurologiche e deficit sensoriali.
Tradotto: non è questione di intelligenza, né di pigrizia. Ecco i quattro disturbi in breve:
- Dislessia: difficoltà nell’imparare a leggere, in particolare nella correttezza e nella rapidità della lettura.
- Disgrafia: difficoltà nella realizzazione grafica, cioè nella scrittura a mano.
- Disortografia: difficoltà nei processi linguistici di transcodifica, ovvero gli errori ortografici.
- Discalculia: difficoltà negli automatismi del calcolo e nell’elaborazione dei numeri.
Possono presentarsi da soli o insieme, e non sono affatto rari. Secondo i dati del Ministero, gli alunni con certificazione DSA sono passati dallo 0,9% dell’anno scolastico 2010/2011 al 6,0% del 2022/2023, e la dislessia è il disturbo più diffuso. Detto senza giri di parole: in ogni classe ce n’è almeno uno.
Ripetizioni per dislessici: cosa deve saper fare un buon tutor
Le ripetizioni per dislessici non sono ripetizioni classiche con più pazienza. Un tutor che rispiega la lezione a voce più alta non serve a niente. Serve qualcuno che sappia cambiare strada. In pratica, un buon tutor:
- lavora sul metodo di studio e non fa i compiti al posto del ragazzo;
- legge il PDP (Piano didattico personalizzato) e sa cosa prevede;
- insegna a usare davvero gli strumenti compensativi;
- si accorge della stanchezza prima che diventi frustrazione;
- tiene i contatti con la famiglia ed eventualmente con i docenti.
Strumenti compensativi e misure dispensative: la differenza
Qui si fa spesso confusione. Gli strumenti compensativi sono aiuti che compensano la difficoltà. L’Agenzia delle Entrate cita come esempi la sintesi vocale, il registratore, i programmi di videoscrittura con correttore ortografico e la calcolatrice, a cui si aggiungono mappe, tabelle e formulari.
Le misure dispensative sono un’altra cosa: sono interventi che evitano affaticamento e disagio in compiti direttamente toccati dal disturbo, come far leggere a un alunno dislessico un brano lungo. Non significano “compiti più facili”: gli obiettivi restano gli stessi, cambia la strada per arrivarci.
C’è anche un dettaglio che molti ignorano. Le Linee guida del 2011 chiedono ai docenti di far acquisire allo studente competenze adeguate nell’uso degli strumenti compensativi. Avere la mappa non basta: bisogna saperla costruire e usare. È esattamente il lavoro in cui un tutor fa la differenza.

Ripetizioni per studenti con DSA alle medie e alle superiori
Alle medie si gioca quasi tutto sull’organizzazione: diario, scadenze, prime mappe, primo studio “vero” su testi lunghi. Il tutor aiuta a costruire abitudini che poi reggono.
Alle superiori il carico cresce. Arrivano più materie, lingue straniere e verifiche ravvicinate. Le ripetizioni per DSA in questa fase servono soprattutto a pianificare e a preparare le verifiche usando gli strumenti previsti dal PDP, senza aspettare l’ultima notte utile.
Tutor per i compiti o ripetizioni classiche?
Le due cose si confondono, ma sono diverse:
- Ripetizioni disciplinari: servono a recuperare una materia specifica, per esempio matematica o latino.
- Tutor per i compiti, o tutor per lo studio: lavora su come si studia. Organizzazione, comprensione del testo, sintesi, gestione del tempo.
Per uno studente con DSA spesso serve la seconda, almeno all’inizio. Recuperare il compito di domani senza un metodo è come svuotare la barca con un cucchiaino.
Come aiutare un bambino dislessico a fare i compiti a casa
Anche senza tutor, a casa si può fare molto. Qualche accorgimento concreto:
- Leggete la consegna insieme: prima di cominciare, chiedetegli di ridirla con parole sue.
- Spezzate il compito: meglio tre blocchi da 20 minuti con pausa che un’ora di agonia.
- Usate la sintesi vocale per i testi lunghi: ascoltare non è barare.
- Fate costruire a lui le mappe: copiarle già pronte serve a poco.
- Controllate il PDP: se prevede strumenti, usateli anche a casa, così diventano abitudine.
- Correggete poco e bene: un errore alla volta, a partire da quello che pesa di più.
- Lodate il processo, non solo il voto: l’autostima è il primo strumento compensativo.
Tutor DSA a domicilio o online?
Il tutor DSA a domicilio funziona bene con i più piccoli. Il contatto diretto aiuta, e si lavora su quaderni, diario e zaino reali.
L’online funziona sorprendentemente bene dalle medie in su, soprattutto per chi usa già il computer come strumento compensativo. In più allarga la scelta: non sei limitato ai tutor della tua zona.
Quanto costa un tutor DSA: tariffe indicative
Un tariffario ufficiale per i tutor DSA non esiste. Le tariffe dipendono da città, esperienza, formazione e modalità (domicilio o online). Come riferimento, su Superprof il costo medio di una lezione con un tutor DSA va da circa 18 a 28 euro l’ora, a seconda della città e dell’esperienza.
Una nota fiscale utile. Con diagnosi di DSA, l’acquisto di strumenti compensativi e sussidi informatici dà diritto a una detrazione del 19%. Invece le lezioni private non sono detraibili, nemmeno se orientate specificamente al disturbo.
Aiuto compiti DSA: come ti metto in contatto con un tutor
Ricapitoliamo il ruolo di Irriverender: faccio da ponte, non da insegnante. Nel percorso dei 24 CFU ho studiato BES e DSA, legislazione scolastica e stili di apprendimento. Per questo so quali domande fare prima di indicarti un tutor.
Per partire, scrivimi su WhatsApp, via mail o per telefono, indicando:
- classe e tipo di scuola;
- tipo di DSA e presenza di un PDP;
- materie o aspetti critici (lettura, metodo, matematica, lingue);
- preferenza tra domicilio e online, e zona.
Con queste informazioni ti metto in contatto con un tutor adatto. Tariffe e modalità le concordi direttamente con lui prima di iniziare.