Differenza tra concorso ordinario e straordinario: guida per docenti (PNRR compresi)
Se ti sei chiesto almeno una volta qual è la differenza tra concorso ordinario e straordinario, sei in ottima compagnia. Il Ministero ha passato anni a battezzare le procedure con nomi creativi: “straordinario”, “bis”, “ter”, “PNRR1, 2, 3”. Il risultato è che oggi mezza sala docenti non sa più cosa ha vinto.
Mettiamo ordine, una volta per tutte. Vedremo cosa distingue davvero le due procedure, perché i concorsi PNRR sono ordinari anche se di ordinario avevano poco, e cosa si sa del prossimo concorso 2027.

Differenza tra concorso ordinario e straordinario in breve
La distinzione non riguarda la difficoltà delle prove né l’umore del Ministero. Riguarda chi può partecipare e perché il concorso esiste.
- Concorso ordinario: è il canale normale di reclutamento. È aperto a chi ha il titolo d’accesso previsto dalla legge e serve a coprire i posti vacanti con regolarità.
- Concorso straordinario: è una procedura eccezionale e transitoria. È riservata a una platea precisa, quasi sempre i precari con anni di servizio alle spalle, e nasce per stabilizzarli.
| Ordinario | Straordinario | |
|---|---|---|
| Accesso | Aperto a chi ha i requisiti di legge | Riservato (servizio, abilitazione pregressa…) |
| Finalità | Reclutamento regolare | Stabilizzare il precariato |
| Frequenza | Periodica, “a regime” | Una tantum, per legge speciale |
| Effetti di carriera | Punteggio riconosciuto per mobilità e graduatorie | Dipende dalla singola norma |
Concorso ordinario: cos’è e cosa ti lascia in tasca
Il concorso ordinario docenti è un concorso pubblico per titoli ed esami, su base regionale. Si sostengono una prova scritta e una orale, poi si valutano i titoli.
Il dettaglio che molti ignorano è che superarlo ha effetti anche dopo il ruolo. Secondo Orizzonte Scuola, un concorso ordinario come quello del 2023 garantisce i 12 punti per mobilità e graduatorie interne d’istituto una volta assunti a tempo indeterminato. E non finisce lì. Nella bozza della nuova tabella titoli per i prossimi concorsi, il punteggio per aver superato un precedente concorso ordinario sale da 12,5 a 15 punti, senza effetti retroattivi.
Tradotto: il concorso ordinario è un investimento che continua a rendere anche dopo la firma del contratto.
Concorso straordinario docenti: cos’è e quando è stato usato
Il concorso straordinario è la scialuppa che lo Stato lancia quando il precariato diventa un oceano. Negli ultimi anni ce ne sono stati diversi, ognuno con regole proprie.
Il concorso 2018 (DDG 85/2018): ordinario o straordinario?
Non era ordinario. Era un concorso riservato ai docenti già abilitati della secondaria, previsto dall’articolo 17 del D.Lgs. 59/2017, articolato in una prova orale didattico-metodologica non selettiva più la valutazione dei titoli. In pratica era una procedura transitoria per smaltire gli abilitati: straordinaria nella sostanza.
Lo straordinario 2020 e lo straordinario bis
Lo straordinario per la secondaria prevedeva una prova scritta al computer con punteggio minimo, una graduatoria che dava peso preminente al servizio, ed era abilitante per chi si collocava utilmente. Per partecipare servivano tre annualità di servizio, di cui almeno una nella classe di concorso o nel tipo di posto richiesto.
Poi è arrivato il bis. Lo ha previsto il Decreto Sostegni bis ed era riservato a chi aveva tre annualità di servizio nelle scuole statali negli ultimi cinque anni, di cui una specifica.
Il concorso PNRR è ordinario o straordinario?
È la domanda da un milione di impression, e la risposta è breve: i concorsi PNRR sono ordinari. Le procedure chiamate “straordinario ter”, PNRR1, PNRR2 e PNRR3 sono state bandite ufficialmente come concorsi ordinari per titoli ed esami, pur con regole semplificate e tempi dettati dagli obiettivi del PNRR.
Perché allora tanta confusione? Perché avevano tratti da procedura d’emergenza. Mancava la preselettiva, c’era un’unica prova scritta a risposta chiusa per tutte le classi di concorso, e la formazione si completava dopo il concorso con 30 o 36 CFU utili all’abilitazione.
Il PNRR1 è un concorso ordinario?
Sì. Si tratta del bando DDG 2575/2023 per la secondaria, basato sul DM 205 del 26 ottobre 2023. Il gemello per infanzia e primaria è il DDG 2576/2023. Un dettaglio importante: il concorso, una volta superato, non era abilitante.
Il PNRR2 è ordinario o straordinario?
Ordinario anche lui. Si trattava dei bandi DDG 3059/2024 per la secondaria e 3060 per infanzia e primaria, con 19.032 posti e domande entro il 30 dicembre 2024. È stato anche l’ultimo concorso accessibile con titolo più 24 CFU, perché la fase transitoria si è chiusa il 31 dicembre 2024.

E il PNRR3?
Stessa natura giuridica, numeri più grandi. Il DDG 2939/2025 copre la secondaria con 30.759 posti, il DDG 2938/2025 infanzia e primaria con 27.376 posti. La prova scritta, computer-based, durava 100 minuti con 50 domande a risposta multipla. Era prevista anche una riserva del 30% dei posti per chi aveva almeno tre anni di servizio statale negli ultimi dieci, di cui uno nella classe di concorso.
Concorso straordinario ter 2023: perché si chiamava così (ed era ordinario)
Ecco il colpo di scena da sceneggiatura ministeriale: lo “straordinario ter” non era straordinario. Il cosiddetto straordinario ter è stato bandito nel dicembre 2023 con il DDG 2575/2023 per la secondaria e il DDG 2576/2023 per infanzia e primaria: è, di fatto, il PNRR1.
Il nome viene dalla fase di gestazione, quando la procedura era stata annunciata come terzo straordinario. Poi è nata come concorso ordinario. Oggi è concluso. Se lo cerchi per iscriverti, sei in ritardo di qualche anno. Se lo cerchi per capire cosa hai vinto, ora lo sai.
Differenza tra concorso ordinario e PNRR: cosa è cambiato davvero
Il PNRR non è una terza categoria di concorso. È il contesto in cui sono stati banditi tre concorsi ordinari, con tempi accelerati per rispettare le scadenze europee.
Rispetto all’ordinario “classico” sono cambiate soprattutto tre cose:
- Prova scritta unica, a crocette, uguale per tutte le classi di concorso.
- Abilitazione dopo, non prima, per chi entrava senza: si completava con i percorsi da 30 o 36 CFU.
- Idonei recuperati: il DL 45/2025 ha integrato le graduatorie dei concorsi banditi dal 2023 con gli idonei che hanno superato l’orale, fino al 30% dei posti messi a concorso.

Concorso ordinario scuola 2027: cosa sappiamo (e cosa no)
Chiusa la stagione PNRR, si torna al concorso ordinario “a regime”. Qui serve onestà: il bando ancora non c’è. Al 13 ottobre 2026 non risultava pubblicato alcun bando e il Ministero non aveva comunicato date ufficiali.
I segnali però sono chiari. La nota prot. 8087 del 5 ottobre 2026 ha avviato il censimento delle aule informatizzate dall’8 al 31 ottobre. Secondo Tuttoscuola il bando potrebbe uscire già a novembre, così da nominare i vincitori al 1° settembre 2027.
Sui posti girano cifre, non certezze. Le stime giornalistiche parlano di 29.695 posti, ma restano ipotesi da confermare con il bando. Una novità certa riguarda gli ITP: il DL 30 settembre 2026, n. 170 ha spostato al 31 dicembre 2027 il termine per accedere al concorso con il solo diploma.
Dopo il PNRR3 ci saranno altri concorsi scuola?
Sì. Il concorso ordinario 2027 è proprio “il dopo”. Non aspettarti però un nuovo straordinario: la direzione è un reclutamento ordinario e periodico, con l’abilitazione sempre più centrale come titolo d’accesso. Sui requisiti precisi le fonti di settore non sono concordi, quindi conviene aspettare il testo del bando prima di fare calcoli.

Concorso ordinario: cosa studiare
Il programma ufficiale arriverà con il bando (Allegato A). Se il modello resta quello dei concorsi PNRR, conviene preparare due blocchi.
Per lo scritto:
- Pedagogia, psicopedagogia e didattica, comprese inclusione e gestione della classe
- Competenze digitali applicate alla didattica
- Inglese a livello B2
Per l’orale:
- La disciplina della tua classe di concorso, da studiare sul serio
- La lezione simulata: progettare, motivare le scelte, reggere le domande della commissione
- La normativa scolastica di base, che ti salva quando la commissione decide di giocare duro
Il consiglio da insegnante che i concorsi li ha visti da entrambi i lati è questo: lo scritto a crocette premia la costanza, l’orale premia chi sa insegnare davvero. Allenati su entrambi, non solo sui quiz.
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